Silene dioica [L.]

Silene dioica
(Caryophyllaceae)


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Silene dioica (nome scientifico Silene dioica (L.) Clairv.) è una pianta erbacea perenne alta fino a 80 cm, pelosa, dai delicati fiori di colore rosa intenso, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Sistematica

Il genere Silene è molto vasto: comprende oltre 300 specie; per lo più erbacee, annue, bienni o perenni. In Italia se ne contano almeno una sessantina di spontanee.

Varietà

Questa pianta non ha molte varietà. Qui segnaliamo le più importanti.

  • subsp. dioica (sinonimo = S. var. dioica)
  • subsp. zetlandica (Compton) Clapham (1962) (sinonimo = S. var. zetlandica)
  • var. dioica (sinonimo = S. subsp. dioica)
  • var. foetida (Schkuhr) Santa (1973) (sinonimo = S. var. dioica)
  • var. zetlandica (Compton) Kerguelen (1998) (sinonimo = S. subsp. zetlandica)

Ibridi

Facilmente si formano degli ibridi con la specie Silene latifolia con petali colore rosa – chiaro.

  • Silene x hampeana Meusel & K.Werner (1976) (ibrido fra S. latifolia subsp. alba x S. dioica)

Sinonimi

Per motivi diversi, nel tempo, alcuni autori hanno assegnato la nostra pianta a generi diversi, per cui si sono creati diversi sinonimi.

  • Lychnis dioica L. (1753) (sinonimo = S. dioica)
  • Lychnis diurna Sibth. (1794) (sinonimo = S. dioica)
  • Melandrium dioicum (L.) Casson. & Germaine (1845) (sinonimo = S. dioica var. dioica)
    • subsp. rubrum (Weigel) D. Love (sinonimo = S. dioica var. dioica)
    • subsp. zetlandicum (Compton) Baker (1947) (sinonimo = S. dioica var. zetlandica)
    • var. zetlandica (Compton) (1920) (sinonimo = S. dioica var. zetlandica)
  • Melandrium diurnum Fries (1842) (sinonimo = S. dioica var. dioica)
  • Melandrium lapponicum (Simmons) Kuzeneva (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
  • Melandrium purpureum Rupr. (1860) (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
  • Melandrium rubrum Garcke (1858) (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
  • Melandrium sylvestre (Schkuhr) Röhling (1812) (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
    • subsp. glaberrimum Celak. (1875) (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
    • subsp. villosum Celak. (1875) (sinonimo = Silene dioica var. dioica)
    • var. pygmaeum Ser. in DC. (1824) (sinonimo = Silene dioica subsp. dioica)
    • var. villosum Celak. (1875) (sinonimo = Silene dioica subsp. dioica)
  • Melandryum dioicum Sch. Et Th. (sinonimo = S. dioica)
  • Melandryum diurnum Fries. (sinonimo = S. dioica)
  • Melandryum rubrum (Weigel) Garcke (sinonimo = S. dioica)
  • Melandryum silvestre Roehling (sinonimo = S. dioica)
  • Melandryum sylvestris Schkuhr (sinonimo = S. dioica)
  • Silene diurna Godron (1847) (sinonimo = S. dioica)
  • Silene silvestris (Schkuhr) Clairv. (1811) (sinonimo = S. dioica)

Etimologia

Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere.
“Dioico” deriva dalla particolarità di avere i fiori unisessuali: o solo maschili o solo femminili.

Morfologia

La forma biologica della nostra pianta è emicriptofita scaposa (H scap) : pianta perennante per mezzo di gemme al suolo (emicriptofita), e con asse fiorale più o meno privo di foglie (scaposa).

Radici

La radice è del tipo fittonante.

Fusto

Il fusto è poco ramoso, ascendente e fragile con pelosità patente. Sia il fusto che le foglie sono leggermente appiccicosi.

Foglie

Le foglie sono pelose, in genere largamente lanceolate (se non ovali) e a disposizione opposta lungo il fusto. Quelle inferiori sono spatolate con picciolo lungo 4 – 6 cm e lamina ellittica (dimensioni delle foglie: larghezza 4 cm; lunghezza 8 cm); mentre quelle superiori sono più piccole e sessili.

Infiorescenza

L'infiorescenza è del tipo a pannocchia lassa o più precisamente bipara ampia: ossia i fiori crescono da ambo i lati rispetto al fiore apicale con 3 – 9 fiori totali (infiorescenza chiamata anche “dicasio racemoso”).

Fiori

I fiori sono raggiati (a simmetria attinomorfa) e pentameri. Sono inoltre unisessuali (dioici), ossia troviamo piante con soli fiori maschili che hanno solo gli stami; e piante con soli fiori femminili con solo l'ovario e gli stili.

  • Calice: il calice è sinsepalo (vedi gamosepalo), largo 4 mm e lungo 10 – 13 mm e di colore rossastro; non rigonfio come nelle altre specie, ma fusiforme con denti lunghi e acuti di circa 1/5 del tubo (2 mm) e con peli patenti. Il calice dei fiori maschili presenta 10 venature longitudinali; quello dei fiori femminili con un numero doppio di venature. È da notare anche un certo dimorfismo sessuale tra i calici dei due sessi: il calice femminile è più rigonfio e grande in quanto deve contenere l'ovario.
  • Corolla: la corolla è dialipetala con 5 petali, lunghi fino a 25 mm. Sono profondamente bilobi all'apice (più della metà della lunghezza totale del petalo: 12 mm) e lembo di 6 mm. Il colore è rosa fucsia.
  • Androceo: gli stami sono 10.
  • Gineceo: l'ovario è supero tricarpellare e sincarpico con 5 stili.
  • Fioritura: da aprile a settembre
  • Impollinazione: tramite insetti. Infatti il nettare di questi fiori è molto ricercato dai bombi, farfalle e diverse specie di falene. Ma l'impollinazione avviene anche col vento (anemofila).

Frutti

Il frutto è una capsula ovale deiscente per 10 denti revoluti. Dimensione della capsula:10 – 15 mm. Il carpoforo è di 2 mm.

Distribuzione e habitat

  • Geoelemento: il tipo corologico è definito come Paleotemp. o Eurisiberiano (secondo altri autori) in tutti i casi originario delle zone fredde e freddo – temperate dell'emisfero boreale.
  • Diffusione: è diffusa in Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale. In Italia si trova su tutta la penisola (isole escluse, ma esclusa anche la Puglia).
  • Habitat: La pianta è nitrofila e gli habitat preferiti sono i boschi riparati, prati grassi e arbusteti, ma anche i pascoli mesofili concimati, i megaforbieti, i saliceti ripariali, i pioppeti, i frassineti e gli ontaneti umidi.
  • Diffusione altitudinale: dai 400 ai 2300 m s.l.m.

Usi

Farmacia

Nella credenza popolare queste piante anticamente erano usate per curare i morsi di serpente (si trituravano i semi).

Cucina

Pianta mangereccia, anche se non molto conosciuta. Nel nord-est, in una tipica ricetta popolare, viene usata come ripieno dei ravioli con ricotta.

Industria

L'industria da questa pianta ricava saponi.

Galleria d'immagini

Bibliografia

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 709.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 252, ISBN 88-506-2449-2.

Altri progetti

  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Silene dioica
  • Wikispecies contiene informazioni su Silene dioica

Collegamenti esterni

  • Fungoceva.it. URL consultato il 21-01-2008.
  • Catalogazione floristica - Università di Udine, su flora.uniud.it. URL consultato il 21-01-2008.
  • Flora delle Alpi Marittime, su floramarittime.it. URL consultato il 21-01-2008.
  • Index synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 21-01-2008.

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