Erba medica

Medicago sativa
Fabacee (Fabaceae)


(si applicano tutti i crediti e i diritti della fonte Wikipedia)

L'erba medica (Medicago sativa L.) detta anche erba Spagna, o anche alfalfa (dall'arabo al-fáṣfaṣa "foraggio"), è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose).

Originaria dell'Asia sud-occidentale, è diffusa in Italia prevalentemente in Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Veneto, Calabria.

Descrizione

La M. sativa è una pianta perenne, con apparato radicale fittonante che può arrivare anche a una lunghezza di 3–5 m; presenta una corona basale da cui si originano steli più o meno eretti che possono raggiungere il metro di altezza, cavi all'interno.
Le foglie sono trifogliate e si distinguono da quelle dei trifogli in quanto la foglia centrale non è sessile ma picciolata. L'infiorescenza è costituita da un racemo di fiori zigomorfi di colore viola-azzurro. I frutti sono dei legumi spiralati contenenti 2-6 semi. I semi sono molto piccoli (100 di essi pesano 0,2 g).

La pianta rifugge i terreni acidi, producendo su terreni ricchi di calcio freschi e profondi. Il medicaio è un prato poliennale che è in grado di fornire anche diversi tagli in un anno. L'erba medica, anche in ragione della sua provenienza da regioni aride, soffre degli eccessi di umidità durante il periodo vegetativo, mentre tollera bene l'umidità durante il riposo: dal che ne consegue che se viene coltivata in zone ad elevata piovosità estiva un ottimo sgrondo del terreno si rende necessario. D'altra parte, di converso, l'apparato radicale estremamente fittonante dell'erba medica permette a questa pianta di soffrire raramente di stress idrici, dato che è in grado di accedere anche a riserve d'acqua profonde.

Come per molte leguminose da prato, parte delle riserve di carboidrati dell'erba medica non sono localizzate in posizione ipogea (radici) ma epigea (colletto) per cui nei casi in cui venga sfalciata è importante non procedere a tagli troppo bassi.

Il periodo migliore per raccogliere la medica è nel pieno della fioritura. Tagli precedenti forniscono foraggio di qualità migliore, ma riducono la capacità dell'erba di riprendersi dello stress del taglio: infatti la medica comincia ad accumulare riserve nelle radici solo in corrispondenza della fioritura.

Avversità di natura biotica

Le avversità di natura biologica sono dovute ad attacchi di agenti patogeni, parassiti e fitofagi.

Tra i patogeni si annoverano Colletotrichum trifolii, agente dell'antracnosi, Rhizoctonia violacea, agente del mal vinato; Sclerotinia trifoliorum, agente del mal dello sclerozio; Phytophthora megasperma f. sp. medicaginis, agente del marciume radicale. Questi ultimi tre funghi attaccano la pianta al colletto o alle radici.
Il primo colpisce a macchie nel campo portando alla morte dei tessuti ed al diradamento. Pseudopeziza medicaginis è invece agente della maculatura fogliare.

Tra i parassiti vegetali che possono colpire l'erba medica si possono ricordare le cuscute.

Tra i fitofagi si annoverano Phytodecta fornicata e Phytonomus punctatus entrambi colpevoli di gravi perdite quanti-qualitative del foraggio, nonché Subcoccinella vigintiquatuorpunctata.

Modi di uso

Pianta foraggera per eccellenza, è utilizzata soprattutto come coltura da fieno o per produrre farine zootecniche attraverso disidratazione. Meno frequentemente è impiegata con il pascolamento e raramente per l'insilamento, pratica ormai desueta. L'utilizzo del foraggio fresco sfalciato o pascolato richiede accorgimenti particolari per prevenire l'insorgenza del meteorismo nei ruminanti: in generale si procede ad un preappassimento dell'erba sfalciata o alla presomministrazione di concentrati o foraggi agli animali mandati al pascolo. Tali accorgimenti non sono invece necessari se la medica è coltivata in consociazione con una graminacea.

Come foraggio rappresenta la specie più usata tra le leguminose in quanto presenta un alto tenore proteico e vitaminico (caroteni) e la possibilità di essere conservata, in genere, sotto forma di fieno o farina (sebbene quest'ultima abbia elevati costi energetici per la sua produzione). La farina di medica è classificata a tutti gli effetti tra i concentrati, per il discreto valore proteico, dell'ordine del 20%. Relativamente basso è invece il valore energetico. L'insilamento della medica, poco frequente, necessita di alcuni accorgimenti a causa del basso tenore in glucidi fermentescibili: il preappassimento, tecnica adottata per la produzione del fieno-silo, l'aggiunta di lactobacilli e, soprattutto la consociazione con una graminacea.

È un vegetale azotofissatore (per la presenza del batterio Rhizobium meliloti) e quindi la sua coltivazione produce anche il risultato di arricchire nuovamente il suolo di azoto, in modo naturale, dopo l'impoverimento dato da precedenti coltivazioni di altre famiglie di vegetali. I residui dei suoi apparati radicali inoltre migliorano la permeabilità del suolo.

Il suo successo si deve anche alle caratteristiche del suo ciclo riproduttivo: è capace di autoimpollinazione e dopo 3 mesi dalla semina produce già seme.

Il fiore è visitato dalle api per il nettare, tant'è che in presenza di coltivazioni si riesce a produrre facilmente miele uniflorale, e per il suo polline ad alto contenuto di proteine.

Proprietà terapeutiche

Contiene 8 enzimi digestivi, fitoestrogeni, 40 diversi bioflavonoidi (con azione antiossidante, antinfiammatoria, rinforzante dei vasi sanguigni), flavoni (rinforzanti dei capillari fragili), glucosidi, alcaloidi (sostegno all'attività antibiotica, antinfiammatori, favoriscono la formazione proteica), aminoacidi, vitamina A, vitamina C, vitamina D, vitamina E, vitamina K, sali minerali, oligoelementi, elevate quantità di clorofilla (ottima per il trattamento delle anemie).

È dotata di proprietà deodoranti (clorofilla), antimicrobiche (clorofilla, vitamina A). Disintossicante del fegato.
Eccellente ricostituente. Buona quantità di fibre (nel germoglio consumato in insalata). Il suo contenuto in vitamina K la rende adatta per rinforzare il sistema vascolare. La vitamina U ostacola la formazione di ulcere. Assunta prima dei pasti aumenta l'attività gastro-intestinale. Assunta dopo i pasti migliora l'assorbimento dei nutrienti. Migliora la qualità e la quantità del latte materno durante l'allattamento. Regola la produzione di estrogeni (isoflavoni). Contiene fluoruri naturali (rinforza i denti).

Etimologia

Il nome "erba medica" (già in latino medica e in greco μηδική = mediké) non ha nulla che a vedere con la medicina, ma deriva dalla Media (Persia), di cui era considerata originaria: "erba medica" = "erba della Media".

Note

Bibliografia

  • Antonio Saltini, Storia delle scienze agrarie, vol. I Dalle origini al Rinascimento, Bologna 1974

Altri progetti

  • Wikiquote contiene citazioni sull'erba medica
  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'erba medica
  • Wikispecies contiene informazioni sull'erba medica

Collegamenti esterni

  • (EN) Medicago sativa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.

Dove?

Famiglia(29)

WWW info


Continu di ricerca
Dimensione Forma Colore che vanno
Dimensione Forma Colore che vanno
0 Specie simili (LA):
Alfalfa
Luzerne
Saat-Luzerne
Luzerne cultivée
Erba medica
Alfalfa
Luzerna
Люцерна посевная
紫花苜蓿




© Copyright Nature-Guide The Netherlands 2020 da RikenMon se non diversamente specificato.